domenica 12 dicembre 2010

Cena Federazione della Sinistra Provinciale

Giovedi 23 Dicembre
Cena Federazione della Sinistra Provinciale
Ore 20.30 presso il Circolo M. Tamare - Piazza della Libertà - Montemurlo


MENU € 13,00
Penne al sugo
Arista - Carne alla brace
Piselli
Panettone/Pandoro
Acqua/Vino/Spumante


Per prenotare contattare
Alessio 333.9130305 laschialessio@libero.it
Pagina Facebook Federazione Sinistra PER Prato
fdsprato@libero.it

mercoledì 1 settembre 2010

Marcia della Pace - Lunedi 6 settembre


66° Anniversario della Liberazione - Prato

Marcia della Pace - Lunedi 6 settembre
ore 21.00 Partenza della Marcia della Pace fino a Figline, da Villa Fiorita
ore 22.00 Deposizione corona di alloro al monumento ai Martiri di Figline

Interverranno:
Ennio Saccenti Presidente ANPI
Roberto Cenni Sindaco di Prato

Ritrovo per tutti ore 20.45 Villa fiorita (ang. via 7 marzo e via cantagallo)

I 29 Martiri di Figline
Dalla seconda metà di giugno, quando venne costituita, la brigata Buricchi aveva sempre stazionato al Pian delle Vergini, in cima al monte Iavello, dov'era già stata la base della dissolta Orlando Storai.
Il raggruppamento, che in poco tempo raggiunse una buona consistenza numerica, operò nella zona fino al 5 settembre del 1944 giorno in cui iniziò la sua marcia verso Prato con circa 250 uomini, con alla testa Armando Bardazzi comandante militare della formazione e Carlo Ferri commissario politico.
L'ordine era di scendere verso Prato evitando ogni tipo di scontro con i tedeschi, in vista della prossima liberazione della città.

Ci sono varie versioni sulla paternità dell'ordine di scendere. La brigata iniziò la sua discesa parecchio in ritardo sull'ora programmata.

La colonna, abbastanza lunga, percorse il primo tratto di strada sul crinale e, a Piandemassi, prese il sentiero piuttosto ripido che porta alla Collina.
Dalla mattina il Salinari con una squadra di trenta uomini controllava che tutto fosse a posto durante la discesa.
La colonna evitò l'abitato di Cerreto, prendendo il sentiero che porta alla Pesciola e lì si fermarono raccogliendosi nell'ampio spazio accanto alla cascina.

A questo punto accadde un fatto imprevisto:
Il Fabbrini, la staffetta alla quale era stato affidato il compito di guidare la formazione da quel momento in poi non c'era.
Vi fu una consultazione tra i comandanti, i capisquadra ed i partigiani presenti sul posto; venne deciso di andare avanti. Così Renato Diddi e Salinari guidarono la colonna al posto della staffetta che non si era presentata, senza inconvenienti fino a Pacciana.
I tedeschi erano arrivati a Vainella ai primi di Settembre.
Piazzarono due obici nella valle, poi presero tutti gli uomini validi e fecero scavare delle postazioni per mitragliatrici e armi individuali nei dintorni, quasi delineando una mezzaluna al di sopra di Villa Massai.
I tedeschi sapevano tutto, dunque, sullo spostamento della Buricchi.
Erano in attesa e non sapremo mai come la cosa fu possibile.
Certo è che la segretezza per una operazione simile, si era andata progressivamente attenuando, con i giorni che separavano l'ordine, dalla discesa dai Faggi.

Non si sa quanti fossero i tedeschi ad attendere i Partigiani, ma certamente erano ben armati e pronti a colpire quella brigata che aveva dato loro tanti problemi e che mai avevano osato andare a sfidare ai Faggi di Iavello.

A Pacciana erano le quattro del mattino e una voce in puro italiano gridò:

«Arrendetevi vigliacchi!»

A mia volta gridai ai partigiani:

«Pronti a far fuoco!»

Eravamo circondati. I tedeschi lanciarono i bengala e cominciarono a far fuoco.

Così scrive Carlo Ferri di quelle drammatiche ore.

Quei ragazzi allenati a colpire e dileguarsi erano capitati sotto il tiro preciso delle mitragliatrici tedesche, piazzate con studio, irraggiungibili, azionate insieme o alternativamente per non dare il tempo e la possibilità di respirare.
Lo scontro fu durissimo e ai partigiani non restava che sganciarsi e ritirarsi.
L'ordine era che in caso di attacco si dovevano ritrovare alla base, cioè ai Faggi.
Il Bardazzi e altri, cercarono di dirigervisi, ma furono catturati.
Riuscirono a liberarsi uccidendo due tedeschi. Poi nel pomeriggio tornarono sul monte Iavello, ma furono di nuovo catturati dai tedeschi arrivati lassù prima di loro. Si liberarono con un'azione che portò alla morte di Ferruccio Moggi sui tornanti della strada alla Collina.

Fino all'alba durò la violenta sparatoria.
Era la mattina del 6 settembre.
Poi ebbe inizio il setacciamento del territorio e la caccia all'uomo.

Intanto a Figline i partigiani catturati furono alla meglio raggruppati con le mani alla nuca, e condotti almeno in parte a villa Nocchi. Una trentina di loro furono schierati davanti al portone d'ingresso. La messa in scena durò pochi minuti. Il comandante aguzzino tedesco fece tradurre da Franz:

«Poiché siete civili trovati con armi e munizioni, vi condanno a morte tramite impiccagione!»

Altri quindici partigiani che erano riusciti a confondere i tedeschi affermando di essere degli sfollati, tra i quali anche Salinari, attendevano sotto il portico del contadino di essere trasferiti a Bologna. I condannati furono incolonnati e condotti verso Figline, mentre i tedeschi cercavano le corde per compiere la strage.
La cronaca degli ultimi avvenimenti è stata scritta da Argilano Bailonni al quale i tedeschi vollero fare assistere affinchè potesse testimoniare la barbarie del loro gesto.
Sotto le travi della via oggi intitolata ai martiri a Figline furono impiccati 29 partigiani appartenenti alla brigata Buricchi.
Appoggiati al muro della Bardena con le mani incrociate alla nuca attesero il proprio turno.
Solo due partigiani riuscirono a salvarsi approfittando dello scompiglio che alcune cannonate alleate avevano creato sui tedeschi:
Santino Grassi e Romano Villani.
Gli altri furono tutti impiccati. Sembra che solo 21 partigiani fossero sulla Bardena con le mani alla nuca, quindi secondo il macabro costume nazista, a Figline furono impiccati anche i morti. Fu persino impedito di benedire quei ragazzi, infatti don Milton Nesi li benedì da lontano

Quella triste giornata era finita:
con 7 feriti, 14 dispersi, 13 uccisi nello scontro e complessivamente 29 impiccati.

sabato 10 luglio 2010

Festa Provinciale per la Federazione della Sinistra

TUTTI A MONTEMURLO DAL 20 AL 25 LUGLIO

RISTORANTE
MUSICA
VIDEO PROIEZIONI
STAND
E TANTO ALTRO...

venerdì 4 giugno 2010

L'Italia condanni questo atto criminale!

Flavio Lotti: L'Italia condanni a chiare lettere questo atto criminale. Convochi l'ambasciatore d'Israele. E poi s'impegni davvero per chiudere definitivamente il conflitto israelo-palestinese


Come si definisce l'uccisione di 15 persone inermi e disarmate? Cosa pensiamo se a compiere questa strage di innocenti è un commando inviato dal governo di uno stato democratico? Come si definisce l'aggressione armata in acque internazionali ad una serie di navi civili cariche di aiuti umanitari?

Lo chiedo a me stesso e a tutti i responsabili della politica e dell'informazione del nostro paese perché ad un atto criminale non se ne aggiunga un altro. Come deve reagire un paese democratico di fronte ad un simile massacro?

Quello che non può e non deve assolutamente accadere è che le menzogne, la propaganda e le strumentalizzazioni abbiano il sopravvento sulla verità, sulla legalità e sul bisogno di giustizia.

Di fronte a tanto orrore e a tanta illegalità il mondo civile deve reagire con fermezza e lucidità. Chiediamo al governo italiano di condannare a chiare lettere quanto è accaduto e continua ad accadere anche in queste ore. L'Italia deve convocare immediatamente l'ambasciatore d'Israele a Roma per esprimere tutta l'indignazione del popolo italiano. Chiediamo l'intervento immediato dell'Italia, dell'Europa e dell'Onu. Chiediamo che la nostra diplomazia si mobiliti in tutte le sedi europee e internazionali per ottenere l'immediato rilascio dei pacifisti e il dissequestro di tutti i beni trasportati dalla flotta della libertà che devono poter raggiungere il porto di Gaza. Chiediamo al Segretario Generale dell'Onu e all'Alto Commissario dell'Onu per i diritti umani, l'apertura immediata di un'inchiesta internazionale su quanto sta accadendo.

E, ancora, insieme ad Articolo 21, chiediamo al mondo dell'informazione e in particolare alla Rai di fare fino in fondo il suo mestiere di servizio pubblico, organizzando subito un dibattito in prima serata, consentendo agli italiani di sapere cosa è accaduto, perché è accaduto, chi sono i responsabili, cosa bisogna fare per costruire la pace in Medio Oriente e quali sono le nostre responsabilità.

Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace

mercoledì 5 maggio 2010

Atene chiama:l'italia risponde,popoli d'europa ribellatevi...


Oggi ad Atene continua lo sciopero generale convocato dai sindacati greci contro le misure di tagli indiscriminati a salari e diritti, alle pensioni, di aumenti di tasse indirette che colpiscono solo lavoratori, giovani precari e disoccupati. Ieri dall'acropoli di Atene, uno striscione esposto dai comunisti greci, invitava i popoli europei a sollevarsi, a ribellarsi contro delle decisioni che oggi interessano i lavoratori ellenici, ma che domani saranno all'ordine del giorno negli altri paesi del continente.
La coalizione social liberista che da anni governa l'Europa come la Grecia, socialisti, liberali e popolari europei, è unita nel chiedere sacrifici ai popoli per salvare il capitalismo da rapina costruito in nome dell'integrazione europea. La lotta del popolo greco è la lotta di tutti coloro che vogliono un'europa sociale e democratica, libera dai diktat di banchieri e speculatori, dei finanzieri d'assalto e dei vari vampiri che hanno prodotto la crisi e che non pagano nulla.
Per questo oggi abbiamo anche noi esposto striscioni di solidarietà con la lotta greca, in luoghi altrettanto simbolici del nostro paese. A Roma, al Colosseo e di fronte al Parlamento, a Pisa sotto la torre, a Venezia sul Ponte di Rialto e a Firenze su Ponte Vecchio.
Invitiamo tutte e tutti a generalizzare questa pratica: nella propria città, scuola, luogo di lavoro. I sindacati italiani e quello europeo si mobilitino insieme a quello greco.

venerdì 23 aprile 2010

FERRERO (FEDERAZIONE DELLA SINISTRA): SINISTRA, OGGI INCONTRI CON PD E SEL SU PROPOSTA COSTRUZIONE OPPOSIZIONE SU TEMI SOCIALI.

Dichiarazione di Paolo Ferrero, portavoce nazionale della Federazione della Sinistra.



FERRERO (FEDERAZIONE DELLA SINISTRA): SINISTRA, OGGI INCONTRI CON PD E SEL SU PROPOSTA COSTRUZIONE OPPOSIZIONE SU TEMI SOCIALI.



Facendo seguito alla lettera inviata ai partiti di opposizione alcuni giorni fa, la Federazione della sinistra ha oggi incontrato il PD, nella persona del segretario Pierluigi Bersani, e Sinistra e Libertà.

Nel corso degli incontri abbiamo posto la necessità di dare continuità alla manifestazione di Piazza del Popolo del 13 marzo, operando attivamente a costruire una efficace opposizione nel paese sulle questioni del lavoro e della difesa della democrazia. Gli incontri sono stati positivi, hanno registrato una convergenza sulla necessità di porre l’emergenza sociale al centro del dibattito politico e si è aperto un confronto su possibili iniziative unitarie.

lunedì 12 aprile 2010

SINISTRA – PARLAMENTINO PRC: Rilanciare la costruzione della Federazione e rafforzare Rifondazione

Roma, 11 apr. 2010 – Si è riunito ieri e oggi a Roma il Comitato politico nazionale del Prc, convocato per esaminare l’esito delle elezioni amministrative e l’iniziativa politica da intraprendere per il prossimo futuro.

Il parlamentino del Prc ha approvato a larga maggioranza (con 87 voti a favore e 16 astenuti) il documento proposto dalla segreteria nazionale e che propone quattro punti di iniziativa: unità della forze di sinistra e costruzione in quest’ambito della Federazione della sinistra, azione comune di tutte le opposizioni contro il governo dando seguito alla manifestazione del 13 marzo, alleanza elettorale per battere Berlusconi e ricostruire un sistema proporzionale, consolidamento del partito.

“In primo luogo – si legge nel documento approvato – proponiamo di lavorare da subito e con determinazione all’unità delle forze della sinistra di alternativa”, per “unire la sinistra, dentro e fuori i partiti”, sul modello della Linke e del Front de Gauche. A tal fine “la condizione” essenziale è “mettere al centro la democrazia partecipata contro ogni forma di plebiscitarismo”. Inoltre è “decisivo un salto di qualità nel processo di costruzione della Federazione”, che coinvolga “tutti i soggetti politici, sociali e associativi disponibili”, con l’obiettivo di “arrivare entro i tempi previsti (dicembre, ndr) al Congresso di varo definitivo della Federazione come soggetto autonomo dal centrosinistra e che persegue l’obiettivo strategico di fuoriuscita dal bipolarismo”.

“In secondo luogo occorre fare un salto di qualità nell’azione politica al fine di sconfiggere questa incivile azione governativa – continua il documento – (…) Proponiamo pertanto a tutte le forze che hanno promosso l’iniziativa del 13 marzo e a tutte le forze sociali e politiche disponibili di dare seguito a quell’appuntamento, di concordare alcuni obiettivi chiari sulla redistribuzione del reddito e del lavoro, sulla lotta alla precarietà, sulle politiche economiche e ambientali, sui diritti civili, per determinare una mobilitazione duratura nel paese”. A cominciare dalla difesa dell’art. 18 e dal sostegno dei referendum contro la privatizzazione dell’acqua pubblica.

“In terzo luogo – afferma il Prc – avanziamo a tutte le forze disponibili la proposta di alleanza elettorale contro Berlusconi sulla base della difesa della democrazia, della Costituzione e della ricostruzione di un sistema elettorale proporzionale”. Un’alleanza, cioè, “finalizzata alla sconfitta di Berlusconi” e che si intrecci a una campagna “contro il bipolarismo”.

Infine il documento sottolinea la necessità di “operare per il consolidamento del Prc”. Questo attraverso il miglioramento del “lavoro politico” per tornare “punto di riferimento” del “conflitto sociale”, la cura del “funzionamento organizzativo e in particolare della comunicazione”, la riapertura del dibattito culturale “sul terreno della rifondazione comunista”.

“Molto soddisfatto”, il segretario nazionale Paolo Ferrero. Che rivolge in primo luogo “un ringraziamento a tutto il partito per l’impegno profuso nella campagna elettorale”. Per il segretario “adesso si tratta di metterci all’opera per realizzare concretamente quanto deciso e rilanciare progetto politico di Rifondazione e della sinistra di alternativa”.

lunedì 5 aprile 2010

Accelerare la Federazione della Sinistra

Parola d’ordine: accelerare
Accelerare. Questa la parola d’ordine risuonata nel corso della riunione fiume del Consiglio nazionale della Federazione della sinistra, riunito venerdì 2 aprile nella sala Libertini della direzione nazionale del Prc a Roma per esaminare i risultati elettorali e trarne le prime indicazioni politiche e conseguenze pratiche.
Accelerare non una, non due, nemmeno tre, ma quattro volte: accelerare la costruzione effettiva della Federazione, accelerare l’offensiva unitaria verso la sinistra, accelerare la mobilitazione comune di tutte le opposizioni contro il governo Berlusconi, accelerare i referendum su acqua, nucleare, precarietà. E non per sfuggire l’obbligo di approfondire con acume critico, e autocritico, il risultato elettorale e l’annosa crisi delle sinistre in cui si colloca, bensì per cercare di coniugare l’elaborazione con l’iniziativa politica e viceversa.

Analisi del voto
Il verdetto negativo delle urne è inconfutabile. Da qualunque punto lo si osservi: l’affermazione, apparentemente incontrovertibile, della maggioranza berlusconiana e l’ulteriore, inquietante avanzata della Lega; l’emorragia costante di consensi di una sinistra che non riguadagna efficacia e fiducia alla propria azione politica; l’evolvere quasi simmetrico dell’astensionismo per un verso e del populismo per un altro; la disaffezione nei confronti di una politica percepita come sempre più assorta in interessi particolari e distolta dai problemi reali. Tutte quante condizioni che son quasi incallite. E su cui la discussione interna può innestare un catalogo di osservazioni e puntualizzazioni tra loro differenti e persino distanti.
C’è chi legge nel Movimento 5 stelle di Beppe Grillo un tratto marcatamente antipolitico e populista, inclinato verso il giustizialismo di destra, e chi vi ravvisa piuttosto una sorta di “astensionismo attivo” che invia segnali anche alla sinistra. C’è chi nell’impinguarsi dell’astensione pesa la disaffezione verso una politica incapace di intervenire sui problemi reali e strozzata da un bipolarismo sempre più omologato oltreché ricattatorio per mezzo del voto utile. C’è chi osserva come nel caso italiano il populismo si ammanti di sinistra in modo mistificatorio, evocando bisogno di giustizia ma trascurando del tutto quella sociale. C’è chi considera il reinsediamento sociale e territoriale come sola condizione per recuperare consenso e chi mette in guardia circa il rischio di ripiegamento dottrinario senza adottare un vocabolario completamente nuovo. (E ancora altre osservazioni e analisi i cui argomenti vorremmo poter rendere fruibili meglio e nella loro interezza attraverso il dibattito e gli interventi su questo sito. E in questo senso ci rivolgiamo ai dirigenti).

La risorsa partecipativa
La pelle, quantomeno, la Federazione “l’ha portata a casa”. Pur con scelte controverse e risultati incostanti, è riuscita a preservare una presenza politica. E ciò nel difficile contesto di una sinistra spaccata come una mela e malgrado da diverse direzioni si sia agito per cancellarla. A cominciare dall’oscuramento da parte di tv e tg del duopolio monocolore; come pure il silenzio di vasti settori dell’editoria liberale e progressista che mal sopportano, e concorrono a escludere, chi non si schiera in una metà campo.
Al di là di ogni dato numerico, a maggior ragione il lascito più significativo della campagna elettorale è il patrimonio di impegno, lavoro politico, sostegno umano e anche affettivo. Benché, a seconda delle differenti situazioni, si siano alternate esperienze di partecipazione, contagio, allargamento con espressioni di diffidenza e ritrosia rispetto al progetto di costruzione della Federazione. Quel piccolo ma prezioso patrimonio fatto di dedizione militante non meno che di pensosità trepidante, costituisce il primo pilastro della Fed., la base viva e attiva da coinvolgere in un progetto e un percorso politico.

La Federazione, dalla proposta alla costruzione
Per quanto il risultato delle regionali sia negativo, pur nella molteplicità di valutazioni e accenti il progetto di Federazione si propone come cardine della ricostruzione di una presenza, una cultura, una pratica politica: punto fermo da cui non si arretra né si devia. Si tratta perciò di passare dalla dimensione provvisoria della proposta alla sua realizzazione concreta e stabile.
Di qui l’esigenza largamente condivisa di accelerare. Accelerare tempi e modi di definizione del profilo politico e di costruzione di quello organizzativo; accelerare percorsi e forme di condivisione di risorse, strumenti, capacità, competenze; accelerare la definizione e l’attribuzione di responsabilità e incarichi; accelerare l’impostazione di modalità pratico organizzative; accelerare la messa in opera di organismi e realtà territoriali.
Realizzare, insomma, un salto di qualità dell’azione politica. Ma anche un salto dal punto di vista della quantità. Altrimenti detto: uno scatto in avanti sia nel merito che nel metodo; ovvero la definizione di un profilo programmatico e di pratiche efficaci, democratiche, condivise, interattive. Ciò che occorre anche per instradare il congresso istitutivo (dire fondativo rischia di ingenerare malintesi, sia intenzionali che non) che a settembre dovrebbe prendere il via dalla periferia per concludersi a dicembre.
L’obiettivo fissato, solo verbalmente, dal Consiglio nazionale è quello di rendere operativi tutti gli organismi territoriali della Federazione entro il mese di aprile: un mese di discussione e di costruzione da realizzare parallelamente. Si propone perciò di convocare una rete diffusa di attivi provinciali e regionali che, parallelamente all’esame dei risultati elettorali e dei loro effetti sui singoli territori, diventino il momento e lo strumento per promuovere e realizzare l’allargamento oltre ai quattro soggetti fondatori: Prc, Pdci, Socialismo 2000, Associazione lavoro-solidarietà. A tal fine l’attenzione è volta a recepire sollecitazioni e istanze di realtà (associative, di movimento, di impegno tematico o specifico, ecc.) e personalità variamente interessate e disponibili a partecipare al processo federativo. Gli attivi locali dovrebbero inoltre servire a impostare modalità organizzative specifiche, esprimere dei portavoce, definire regole e pratiche condivise. Tanto a livello centrale che periferico si pongono infatti questioni di razionalizzazione delle strutture e le sovrastrutture: spazi, sedi, risorse, attrezzature e loro utilizzo; dai siti internet, ai locali di sedi e sezioni, agli strumenti di comunicazione.
Detto questo, se nella discussione del Consiglio nazionale viene espresse una sostanziale concordia di intenti riguardo all’accelerazione da imprimere alla costruzione e il consolidamento della Federazione, ciò non significa affatto che al dunque le direzioni di marcia e gli approdi vengano immaginati e perseguiti in modo univoco da tutte le forze, le componenti, le personalità coinvolte e impegnate. (E, anche in questo caso, non si può che rinnovare l’auspicio che il sito della Federazione possa essere inteso come luogo e strumento per diffondere, argomentare, allargare e raffinare il dibattito politico culturale).

Blocco di sinistra e opposizione di massa
Di accelerazione in accelerazione, sul terreno dell’iniziativa politica il secondo impegno è imprimere una spinta ulteriore e risoluta all’offensiva unitaria verso le forze – politiche, sociali, associative, di movimento – della sinistra; con l’obiettivo di ricomporre un blocco di sinistra che aggreghi in forme nuove e democratiche la diaspora e lo smarrimento all’esterno del fianco mancino del Pd.
In terzo luogo viene l’accelerazione sul terreno dell’opposizione al governo Berlusconi, delle difesa dei diritti sociali e della difesa della democrazia. A questo proposito di tratta di confermare e rilanciare la proposta di patto di azione avanzata all’indomani delle regionali a tutte le forze di opposizione, in sintonia col successo e lo spirito della manifestazione unitaria del 13 marzo scorso a piazza del popolo a Roma, con l’obiettivo di dare forza a un movimento di massa contro il governo Berlusconi e in difesa dei diritti sociali, civili e democratici che vengono compressi dalle politiche ultra liberiste della destra.
Dal primo di maggio la Federazione intende poi avviare un’impegnativa campagna referendaria su tre temi: difesa dell’acqua pubblica, opposizione al nucleare e lotta alla precarietà. E questo è il quarto campo di accelerazione.
Per quanto riguarda i referendum contro la privatizzazione dell’acqua, la Fed. ha aderito alla campagna lanciata dai comitati e intende dispiegare il proprio impegno per contribuire alla raccolta delle firme necessarie. Stessa impostazione adottata per la campagna contro il nucleare, rispetto a cui si intende agire in appoggio e collaborazione coi movimenti nazionali e locali.
Più complessa e ardua la situazione relativa ai 5 quesiti che riguardano la lotta alla precarietà e intervengono sulla sostanza della legge 30. Su questo terreno l’impegno preliminare è quello inteso a ampliare il più possibile l’arco di forze e realtà interessate alla battaglia contro la precarizzazione e alla raccolta di firme per i referendum; nella consapevolezza, tuttavia, che la gran parte del lavoro ricadrà direttamente proprio sulle spalle della Federazione.
I tre argomenti referendari sono ciascuno superfici di contatto con altrettanti segmenti di cultura politica e coscienza civile. Tre assi di iniziativa politica, tre direzioni di incontro per annodare e riannodare relazioni e collaborazioni. Tre capitoli di un compendio programmatico inteso a riempire di sostanza non solo la Federazione, ma insieme anche il rilancio dell’opposizione di centrosinistra e l’offensiva unitaria verso le forze e i movimenti insieme a cui realizzare un blocco di sinistra.

giovedì 1 aprile 2010

LETTERA APERTA A TUTTI I PARTITI DELL'OPPOSIZIONE PER UNA MOBILITAZIONE COMUNE CONTRO IL GOVERNO BERLUSCONI A PARTIRE DALLA DIFESA DELL'ARTICOLO 18

giovedì 01 aprile 2010


Cari amici e compagni,

I risultati delle elezioni regionali consolidano a mio parere il governo Berlusconi. Questo nonostante la corruzione, le iniziative antidemocratiche e la politica antisociale che scarica i costi della crisi su giovani, lavoratori e pensionati.

Penso che l’unico modo per modificare questa drammatica situazione non stia nel cielo delle alchimie politiche ma bensì nella consapevole costruzione di un movimento di opposizione. Questo deve essere unitario e partire dai problemi sociali – dalla drammatica questione occupazionale e salariale - che la popolazione vive in solitudine
senza trovare nella politica alcuna risposta.

Vi propongo pertanto di costruire un'iniziativa politica che dia continuità alla manifestazione del 13 marzo scorso. Partendo da subito con una mobilitazione affinché, dopo l’intervento di Napolitano, venga respinto definitivamente l’attacco all’articolo 18 e ai diritti dei lavoratori contenuto nel “collegato lavoro”.

Vi propongo di costruire una primavera referendaria che oltre a sostenere il referendum promosso dai comitati per l’acqua pubblica, promuova unitariamente referendum contro il nucleare, contro la precarietà e legge 30.

Vi propongo di concordare alcuni obiettivi chiari sulla redistribuzione del reddito e del lavoro, sulla lotta alla precarietà, sulle politiche economiche e ambientali, al fine di determinare la base su cui costruire una mobilitazione duratura nel paese.

Ritengo che un impegno unitario in questa direzione permetterebbe di sbloccare l’attuale situazione ed in particolare di costruire l’agenda politica a partire dai problemi del paese, impedendo al premier di imporre la propria agenda. Resto infatti convinto che ogni alternativa non può che partire qui ed ora dalla rimessa al centro della questione sociale.

Nell’attesa di un Vostro riscontro
Un caro saluto

Paolo Ferrero, portavoce nazionale della Federazione della Sinistra

giovedì 25 marzo 2010

la Sinistra che unisce...vota la federazione della Sinistra-Verdi

Federazione della Sinistra e Verdi: "Stiamo crescendo in queste ore, nel contatto con le persone. Possiamo essere la seconda forza della coalizione e spostare a Sinistra, sui temi del lavoro ed in senso Ecologista e Laico, il Governo di Enrico Rossi". - lo sostengono i tre candidati nel Listino Regionale Monica Sgherri, Paolo Marini e Mauro Romanelli. "Molti sono i cittadini che vedono nella nostra lista unitaria, il segno della sinistra che unisce e che ha la possibilità di controbilanciare in maniera forte il Partito Democratico, sulle politiche sociali, ambientali, del lavoro, sui temi della laicità e dei diritti civili"
"Eravamo la lista meno televisiva, penalizzata in partenza, ma sono stati il contatto coi cittadini e i contenuti a farci crescere" - proseguono i tre candidati - "ora abbiamo davvero la possibilità di far pesare i nostri contenuti all’interno della coalizione di centro sinistra"
"Saremo leali ma molto rigorosi, e terremo la schiena assai diritta. Sulla difesa dello Stato Sociale, il sostegno ai precari, l'acqua pubblica, il corretto ciclo dei rifiuti, le politiche per i migranti, la tutela del territorio e del paesaggio nonché sul no al nucleare e agli OGM. Con la forza che vorranno darci i cittadini"

I Candidati Regionali



Monica Sgherri
Paolo Marini
Mauro Romanell

la Sinistra che unisce...vota la federazione della Sinistra-Verdi

Federazione della Sinistra e Verdi: "Stiamo crescendo in queste ore, nel contatto con le persone. Possiamo essere la seconda forza della coalizione e spostare a Sinistra, sui temi del lavoro ed in senso Ecologista e Laico, il Governo di Enrico Rossi". - lo sostengono i tre candidati nel Listino Regionale Monica Sgherri, Paolo Marini e Mauro Romanelli. "Molti sono i cittadini che vedono nella nostra lista unitaria, il segno della sinistra che unisce e che ha la possibilità di controbilanciare in maniera forte il Partito Democratico, sulle politiche sociali, ambientali, del lavoro, sui temi della laicità e dei diritti civili"
"Eravamo la lista meno televisiva, penalizzata in partenza, ma sono stati il contatto coi cittadini e i contenuti a farci crescere" - proseguono i tre candidati - "ora abbiamo davvero la possibilità di far pesare i nostri contenuti all’interno della coalizione di centro sinistra"
"Saremo leali ma molto rigorosi, e terremo la schiena assai diritta. Sulla difesa dello Stato Sociale, il sostegno ai precari, l'acqua pubblica, il corretto ciclo dei rifiuti, le politiche per i migranti, la tutela del territorio e del paesaggio nonché sul no al nucleare e agli OGM. Con la forza che vorranno darci i cittadini"

I Candidati Regionali



Monica Sgherri
Paolo Marini
Mauro Romanell

la Sinistra che unisce...vota la federazione della Sinistra-Verdi

Federazione della Sinistra e Verdi: "Stiamo crescendo in queste ore, nel contatto con le persone. Possiamo essere la seconda forza della coalizione e spostare a Sinistra, sui temi del lavoro ed in senso Ecologista e Laico, il Governo di Enrico Rossi". - lo sostengono i tre candidati nel Listino Regionale Monica Sgherri, Paolo Marini e Mauro Romanelli. "Molti sono i cittadini che vedono nella nostra lista unitaria, il segno della sinistra che unisce e che ha la possibilità di controbilanciare in maniera forte il Partito Democratico, sulle politiche sociali, ambientali, del lavoro, sui temi della laicità e dei diritti civili"
"Eravamo la lista meno televisiva, penalizzata in partenza, ma sono stati il contatto coi cittadini e i contenuti a farci crescere" - proseguono i tre candidati - "ora abbiamo davvero la possibilità di far pesare i nostri contenuti all’interno della coalizione di centro sinistra"
"Saremo leali ma molto rigorosi, e terremo la schiena assai diritta. Sulla difesa dello Stato Sociale, il sostegno ai precari, l'acqua pubblica, il corretto ciclo dei rifiuti, le politiche per i migranti, la tutela del territorio e del paesaggio nonché sul no al nucleare e agli OGM. Con la forza che vorranno darci i cittadini"

I Candidati Regionali



Monica Sgherri
Paolo Marini
Mauro Romanell

giovedì 4 marzo 2010

ART. 18 – FERRERO: “APPELLO A FORZE DEMOCRATICHE, NEL POMERIGGIO SIT IN A PREFETTURE”

Roma, 4 mar. 2010 – “La messa in mora dell'articolo 18 operata dal parlamento è un gravissimo attacco ai diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e un atto ignobile da parte della maggioranza di centrodestra”. Questo il commento del portavoce nazionale della Federazione della Sinistra, Paolo Ferrero, in relazione al voto di ieri sera sul provvedimento voluto con forza dalla destra e che introduce l’arbitrato al posto del giudice competente per dirimere le controversie di lavoro. “L’approvazione da parte del Senato del disegno di legge 1167-B è una vera e propria controriforma che mina radicalmente i diritti del lavoro – continua Ferrero – Si tratta dell’abrogazione di fatto e surrettizia dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, in difesa del quale nel corso di questi anni tanta parte delle classi lavoratrici e del paese si è impegnata per arginare gli attacchi sempre più ignobili da parte della destra berlusconiana”.
“Il voto di ieri rappresenta l’acerrima volontà di sancire la totale subordinazione del lavoro all’impresa – conclude il portavoce della Fed. – Occorre far partire da subito la mobilitazione contro il governo e lo scempio dei diritti dei lavoratori che si sta perpetrando. Per questo oggi pomeriggio saremo davanti alle Prefetture in tutto il paese. Ci rivolgiamo alle forze politiche democratiche, alle organizzazioni sociali, alle forze dell’associazionismo, al mondo della cultura, alle energie intellettuali e della società civile: diamoci appuntamento in tante e in tanti per contrastare questo scempio dei diritti del lavoro

venerdì 26 febbraio 2010

27 febbraio 2010 manifestazione roma BASTA! LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI

BASTA! LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI

Grande manifestazione di Roma, in Piazza del Popolo, sabato 27 febbraio 2010 dalle ore 14.30.

TRASPORTI PER ROMA
vicino Prato

FIRENZE ******************
Andrea Napoletano 3383347375

PISTOIA *****************
CONTATTI PER TRASPORTI MANIFESTAZIONE 27 A ROMA -Da PISTOIA: Ottavio 338- 2846739 – Massimo 338- 3675390

Manifestazione nazionale contro il legittimo impedimento eda sostegno degli organi di garanzia costituzionale

Siamo persone libere, autonome dai partiti, decise a rilanciare il rinnovamento culturale e politico in questo Paese.Rinnovamento gioioso, pacifico e determinato che nasce con il No B Day: l’imponente manifestazione che ha riempito Piazza san Giovanni a Roma il 5 dicembre 2009. La grande festa di democrazia che ha colorato di viola strade e piazze in Italia e nel mondo.
Noi crediamo che l’approvazione della norma sul legittimo impedimento eleverebbe di fatto un cittadino italiano al di sopra degli altri, e dei principi di legalità: violazione palese della nostra Carta Costituzionale.
Non è più tempo di indugiare: è ora che tutti ci mettano la faccia.Per questo invitiamo tutti gli esponenti della cultura e dell’informazione, della scienza e dello spettacolo, delle forze democratiche e del lavoro, ad aderire e partecipare alla nostra nuova iniziativa.Per questo invitiamo tutti i cittadini alla grande manifestazione di Roma, in Piazza del Popolo, sabato 27 febbraio 2010 dalle ore 14.30.
A due mesi dal No B Day il rischio per la democrazia è ancora più grande.Perciò torniamo nella piazza, a fianco alla Costituzione e a sostegno degli organi di garanzia che essa prevede:Nessuna legittimazione per chi attacca i principi della civile convivenza!

Questo appello è promosso da:Popolo Viola Roma, Presidio Permanente Monte Citorio, Bo.Bi.,Blog San Precario, LiberaCittadinanza, pagina Facebook del Popolo Viola

27 febbario manifestazione Roma: torna il popolo viola

Sabato torna a Roma il popolo viola.

Ferrero: “Tutti contro lo scandalo riciclaggio”

E’ convocata per sabato 27, in piazza del Popolo a Roma, la nuova manifestazione nazionale del popolo viola. Questa volta il popolo del web impegnato contro il berlusconismo e il degrado della vita pubblica italiana si mobilita contro il legittimo impedimento, “a fianco della Costituzione e a sostegno degli organi di garanzia costituzionale”.Diversamente dal No B day, vista l’imminenza delle elezioni regionali, in quest’occasione il popolo viola ha deciso che i leader politici non prenderanno la parola dal palco. Le adesioni politiche sono comunque arrivate numerose. Così come la manifestazione sarà completamente autofinanziata e autorganizzata.

Sul blog della manifestazione nazionale del 27 febbraio (www.27febbraio2010.org) è stata lanciata nelle scorse ore una sottoscrizione straordinaria a sostegno della mobilitazione. Per l’occasione Dario Vergassola ha messo a disposizione una colazione al mattino con lui per colui o colei che sottoscriverà la cifra più alta.Ciò non toglie il sostegno e la solidarietà delle forze politiche. All’adesione della Federazione, dell’Idv, dei Verdi, di Sinistra Ecologia e Libertà si è aggiunta in quest‚occasione anche quella del Pd.
“Dalle notizie che emergono a proposito del caso Fastweb e Telecom Italia Sparkle siamo di fronte a una Tangentopoli all’ennesima potenza”, osserva il portavoce della Federazione della Sinistra, Paolo Ferrero. “Siamo di fronte sia a delle truffe ai danni della cosa pubblica sia a rapporti criminali con la malavita organizzata – continua Ferrero – Berlusconi intende solo mettere il bavaglio alla magistratura per impedire che intervenga a smantellare questo sistema di delinquenti e ridurre la democrazia. Per invitiamo tutti a far sentire la propria voce sabato prossimo”.Nel frattempo il popolo Viola, presente da giorni in piazza Montecitorio con un camper di volontari, continua a moltiplicare di giorno in giorno gli appuntamenti in giro per la capitale, per le altre città e per il web per sensibilizzare i cittadini contro il governo ad personam di sua emittenza. A poco più di due mesi dal No B Day, denunciano, “il rischio per la democrazia è ancora più grande”.
Domenica la protesta si trasferirà all’Aquila per sostenere “con le carriole” la lotta dei cittadini per i necessari interventi nel centro storico della città colpita dal terremoto.

Manifestazione 1 marzo 2010 - Sciopero degli stranieri


Manifestazione 1 marzo 2010 - Sciopero degli stranieri


Cosa succederebbe se i quattro milioni e mezzo di immigrati che vivono in Italia decidessero di incrociare le braccia per un giorno? E se a sostenere la loro azione ci fossero anche i milioni di italiani stanchi del razzismo?


Primo marzo 2010 si propone di organizzare una grande manifestazione non violenta per far capire all'opinione pubblica italiana quanto sia determinante l'apporto dei migranti alla tenuta e al funzionamento della nostra società.Questo movimento nasce meticcio ed è orgoglioso di riunire al proprio interno italiani, stranieri, seconde generazioni, e chiunque condivida il rifiuto del razzismo e delle discriminazioni verso i più deboli. Si collega e si ispira La journée sans immigrés: 24h sans nou, il movimento che in Francia sta organizzando uno sciopero degli immigrati per il 1 marzo 2010. Qui potete leggere il nostro manifesto programmatico.

Il colore di riferimento di Primo marzo 2010 è il giallo. Lo abbiamo scelto perché è considerato il colore del cambiamento e per la sua neutralità politica: il giallo non rimanda infatti ad alcuno schieramento in particolare.Vi invitiamo, quindi, a usare già da oggi un braccialettino o un nastrino giallo come segno di riconoscimento.
www.primomarzo2010.it




Cosa succede in Italia il Primo Marzo
Alle 18.30, in tutte le città d’Italia,: lanceremo in cielo palloncini gialli (il lattice biodegradabile): il cielo si colorerà di giallo!




Prato - ore 15 sit-in in piazza del Comune


Riferimento: Simone Mangani




mercoledì 17 febbraio 2010

Iniziativa annullata

A causa di un impegno straordinario in parlamento,gli onorevoli non saranno presenti,perciò rinviamo l'iniziativa a data da destinarsi.

Laschi Alessio

Made in Italy

Federazione della Sinistra

Venerdì 19 febbraio 2010
Ore 21.15
Casa del Popolo di Coiano


Made in Italy
Quale ricaduta sul distretto manifatturiero pratese?

Interverranno:
Paolo Marini – Consigliere regionale Federazione della Sinistra
Antonio Borghesi – On. IdV
Andrea Lulli – On. PD
Massimiliano Brezzo – Seg. Filtea Prato
Anselmo Potenza – Presidente CNA
Rappresentante Federconsumatori
Rappresentante lavorazione conto-terzi